La Summer School finisce, il futuro comincia: da Cassano allo Ionio due nuove sfide per i giovani

Dalla costruzione partecipata della prima legge quadro sulle politiche giovanili della Calabria alla candidatura di Cassano allo Ionio e della Sibaritide a Città Italiana dei Giovani 2030. La Summer School 2026 del Festival delle Opportunità si chiude con nuove idee, una rete di giovani provenienti da diverse regioni italiane e due impegni concreti per il futuro.

Tre giorni per non parlare dei giovani senza i giovani

Cosa succede quando quaranta ragazze e ragazzi tra i 18 e i 30 anni si incontrano per tre giorni e provano a immaginare insieme nuove opportunità?

Succede che le domande diventano idee. Le idee cominciano a cercare alleanze. E un’esperienza nata come Summer School smette di essere soltanto un evento per trasformarsi nell’inizio di un percorso.

Dal 10 al 12 settembre 2026, Cassano allo Ionio e la Sibaritide hanno accolto i partecipanti alla Summer School del Festival delle Opportunità: giovani arrivati dalla Calabria, da Roma e da diverse regioni italiane, selezionati tra le 89 candidature ricevute per 40 posti disponibili.

Un dato che racconta già qualcosa: esiste una generazione che non ha perso la voglia di partecipare, ma cerca luoghi nei quali la propria voce non venga semplicemente ascoltata per cortesia. Luoghi in cui possa incidere davvero.

La Summer School è nata proprio da questa scelta: non parlare dei giovani senza i giovani, ma coinvolgerli nella costruzione delle politiche, delle esperienze e dei territori nei quali desiderano vivere.

Le opportunità non si aspettano: si costruiscono

Ce l’hanno ripetuto mille volte, ma e vero!

Il percorso ha attraversato i Laghi di Sibari, le Grotte di Sant’Angelo e le Terme Sibarite, intrecciando laboratori, confronto, conoscenza del territorio ed esperienze di comunità.

Siamo partiti da alcune domande apparentemente semplici: che cosa significa oggi avere un’opportunità? Quali ostacoli ci impediscono di riconoscerla o raggiungerla? Che cosa possiamo fare individualmente e che cosa, invece, richiede l’azione delle comunità, delle reti e delle istituzioni?

Attraverso attività partecipative, momenti di confronto e strumenti di co-design, i partecipanti hanno analizzato problemi, immaginato scenari futuri, individuato priorità e trasformato bisogni e desideri in proposte.

Dai contributi raccolti emerge una visione molto chiara: l’opportunità non appare come una porta che qualcuno, prima o poi, deciderà di aprire dall’esterno. È una possibilità costruita insieme, attraverso l’ascolto, la libertà di scegliere, le relazioni e la capacità di agire.

Le connessioni collettive sono state riconosciute come una delle leve più importanti. Per i partecipanti, infatti, creare opportunità significa poter incontrare persone, condividere esperienze, accedere a informazioni comprensibili, trovare comunità accoglienti e costruire alleanze tra generazioni, territori e istituzioni.

È emersa anche una domanda politica precisa: essere ascoltati non soltanto alla fine, quando le decisioni sono già state prese, ma fin dall’inizio, quando problemi, priorità e possibili soluzioni devono ancora essere definiti.

Dall’“io” alle istituzioni: imparare a riconoscere dove nasce il cambiamento

Durante i tre giorni abbiamo lavorato anche sul concetto di agency, cioè sulla possibilità concreta di incidere sulla realtà.

Non tutto può essere risolto dalla buona volontà del singolo. Ma non tutto deve aspettare che cambi l’intero sistema.

Tra questi due estremi esistono il gruppo, la comunità, le associazioni, le reti, le imprese, le scuole, le università e le istituzioni. Riconoscere questi diversi livelli di azione significa capire da dove può cominciare un cambiamento, quali alleanze siano necessarie e chi debba assumersi una responsabilità.

I risultati completi saranno approfonditi attraverso l’analisi di tutta la documentazione prodotta. Ma una prima evidenza è già riconoscibile: i giovani non chiedono soltanto più iniziative. Chiedono processi trasparenti, occasioni accessibili, relazioni autentiche e la possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano il loro presente e il loro futuro.

“Meet the Community”: il confronto si apre al territorio

L’ultimo pomeriggio, la Summer School ha aperto le porte alla comunità con “Meet the Community”, l’incontro pubblico ospitato nella sala convegni delle Grotte di Sant’Angelo.

Il lavoro svolto nei laboratori ha incontrato amministratori, rappresentanti istituzionali, associazioni e cittadinanza. Non una passerella conclusiva, ma il momento in cui le riflessioni dei partecipanti sono diventate materia di confronto pubblico.

All’incontro hanno preso parte:

  • Gianpaolo Iacobini, Sindaco di Cassano allo Ionio;
  • Luigi Garofalo, Consigliere della Provincia di Cosenza;
  • Vittoria Rotunno, Presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità della Basilicata;
  • Anna De Gaio, Presidente della Commissione regionale per l’eguaglianza dei diritti e delle pari opportunità tra uomo e donna della Calabria e Sindaca di Castrovillari;
  • Elisabetta Santoianni, Consigliera regionale della Calabria e Presidente della VI Commissione del Consiglio regionale;
  • Eulalia Micheli, Assessora della Regione Calabria a Istruzione, Sport e Politiche per i Giovani;
  • Gianluca Gallo, Assessore della Regione Calabria ad Agricoltura, Aree interne, Minoranze linguistiche e Trasporto pubblico locale.

Sono intervenuti inoltre Luigi Fasanella, Presidente dell’Associazione Sibaridea, e Antonio Candela, ideatore del Festival delle Opportunità.

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Dal confronto sono nati due impegni che proiettano il lavoro della Summer School ben oltre i suoi tre giorni.

Prima sfida: contribuire alla legge quadro sulle politiche giovanili della Calabria

Il primo percorso riguarda la costruzione della prima legge quadro regionale sulle politiche giovanili della Calabria.

L’impegno è stato condiviso da Antonio Candela con Elisabetta Santoianni, Consigliera regionale e Presidente della VI Commissione, ed Eulalia Micheli, Assessora regionale a Istruzione, Sport e Politiche per i Giovani.

La sfida non riguarda soltanto la legge da scrivere, ma soprattutto il modo in cui provare a costruirla: partendo dai territori e dalle persone alle quali sarà destinata.

Nei prossimi mesi, l’obiettivo sarà promuovere tavoli di co-design nelle cinque province calabresi — Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia — coinvolgendo giovani, associazioni, amministrazioni, scuole, università e organizzazioni impegnate quotidianamente con le nuove generazioni.

Cinque territori e cinque momenti di ascolto e progettazione, destinati a confluire in un appuntamento regionale conclusivo. Il lavoro prodotto potrà così essere ricomposto in una proposta organica da consegnare al Presidente della Regione Calabria.

«La notizia importante non è soltanto che vogliamo lavorare a una legge sulle politiche giovanili, ma come abbiamo scelto di provare a costruirla», sottolinea Antonio Candela. «Se la legge deve riguardare il futuro dei giovani calabresi, allora dobbiamo creare le condizioni perché possano partecipare alla sua scrittura».

È lo stesso metodo sperimentato durante la Summer School: partire dalle domande, fare emergere bisogni ed esperienze, riconoscere le diverse responsabilità e tradurre le idee in proposte possibili.

Seconda sfida: Cassano allo Ionio e la Sibaritide verso Città Italiana dei Giovani 2030

Il secondo percorso guarda a Cassano allo Ionio e all’intera Sibaritide.

Durante l’incontro conclusivo, il Sindaco Gianpaolo Iacobini e Antonio Candela hanno annunciato l’avvio del processo che punta alla candidatura del territorio a Città Italiana dei Giovani 2030.

Il 2030 può sembrare lontano. In realtà, proprio questa distanza rappresenta il valore della sfida: avere il tempo per costruire relazioni, progetti, competenze e occasioni reali prima ancora di scrivere il dossier di candidatura.

L’ambizione è coinvolgere progressivamente Comuni, giovani, associazioni, scuole, università, imprese, terzo settore e comunità, affinché la candidatura non appartenga soltanto a un’amministrazione, ma diventi un percorso condiviso dall’intera Sibaritide.

«Con il sindaco Iacobini abbiamo scelto di annunciare non una candidatura già costruita, ma l’inizio di un cammino», spiega Candela. «Abbiamo il tempo per costruire prima i processi, le reti e le esperienze e arrivare poi alla candidatura come conseguenza naturale di ciò che il territorio sarà stato capace di realizzare. Prima il percorso, poi il dossier».

Nasce la rete degli Ambassador 2027

La Summer School si è conclusa anche con la nomina degli Ambassador del Festival delle Opportunità 2027.

Il loro compito sarà accompagnare la progettazione della prossima edizione, portare nel Festival le esperienze e le domande emerse durante la Summer School e mantenere viva la rete nata a Cassano allo Ionio.

Essere Ambassador non significa ricevere semplicemente un titolo. Significa scegliere di continuare a partecipare, creare connessioni e contribuire a trasformare un’esperienza di tre giorni in un processo più lungo.

E Adesso?

Siamo già a lavoro er la Winter School di Febbraio e per la quarta edizione del Festival delle opportunità che si terrà dal 9 all’11 giugno 2027

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